Lettera Aperta
Gentilissime/i,
è arrivato il momento storico di avviare un processo costitutivo della CONFEDERAZIONE NAZIONALE CONSUMATORI UTENTI 2050, proponendosi entità organizzativa di secondo livello, che si allinea ai modelli di rappresentanza, storicamente consolidati delle organizzazioni economico-produttive e sociali.
È un processo irreversibile, indipendente dalla volontà soggettiva delle singolarità associative presenti in Italia.
Ciascun soggetto di primo livello nazionale, regionale e locale che vi farà parte, dovrà mantenere la propria identità associativa, anche amministrativa e fiscale, la propria denominazione, il proprio logo, la propria progettualità.
La C.N.C.U. 2050 si fonda su cinque obiettivi programmatici da perseguire nel corso della Legislatura, avviata a seguito delle elezioni politiche dello scorso 25 settembre.
- Inflazione max al 2%, avviando la Campagna di mobilitazione sociale a sostegno, che individua (nel proprio e specifico documento di lancio), tutte le cause che hanno provocato gli attuali insopportabili livelli inflazionistici. Con la Campagna, la costituenda Confederazione avvia le necessarie relazioni sociali per condividere un confronto costruttivo con le diverse rappresentanze Parlamentari, Autorità di Governo nazionali ed Europee.
- Introduzione dei diritti dei consumatori nella Costituzione Italiana. In altri Paesi, come la Spagna, questo riconoscimento consente di elevare la condizione di consumatore-utente ad un rango equivalente a quello delle imprese e dei lavoratori. Appare essenziale accrescere la consapevolezza del ruolo sociale, economico e culturale dei consumatori. È di rilevanza vitale ottenere un quadro istituzionale completo per incidere sulla qualità e la quantità dei consumi di beni e servizi compatibili con l’evoluzione dei cambiamenti climatici in questo secolo. Ciò è tanto più urgente in relazione al cambiamento del paradigma dalla economia lineare all’economia circolare.
- Proposta all’ISTAT di introdurre il progetto di contabilizzazione nazionale dei processi di produzione, distribuzione e consumo determinati dall’economia e dai consumi circolari. È sempre più importante poter disporre gli indici sintetici espressione dei trend della transizione ecologica, offrendo così all’intera società la misura delle trasformazioni già in corso.
- Modifica delle denominazioni del Codice del Consumo e della Protezione Civile, in Codice dei diritti dei consumatori-utenti e Prevenzione Civile.
Ciò implica un significativo aggiornamento dell’attuale Codice del consumo, estendendone i contenuti alla molteplicità delle circostanze contrattuali che oggi la singola persona (ovvero tutte le persone in ogni età e condizione sociale), si trova ad affrontare in uno scenario, spesso incompleto e non coerente.
Altresì appare necessaria l’armonizzazione delle disposizioni, anche procedurali che disciplinano le attuali Autority.
Altresì la denominazione Prevenzione Civile permette di elevare e consolidare un processo estensivo di responsabilità sociale e individuale, dei cittadini nei propri territori con attività formative e di addestramento consapevole.
È vitale accrescere la cultura della prevenzione civile, ambientale, la cura dei beni comuni e del proprio ambiente di vita. - In relazione a quanto emerso e condiviso nel 2019 a Chianciano alla Sessione Programmatica CNCU/Regioni/Ministero, si propone, al Parlamento, che sia la Presidenza del Consiglio dei Ministri la naturale collocazione del CNCU (attualmente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Questa innovazione del Codice del Consumo, permette di far accelerare tutti i processi sopra delineati e pervenire di raggiungere ulteriori obiettivi condivisi.
CONCLUSIONI
Con questa Lettera Aperta, non mi dilungo sugli aspetti statutari della C.N.C.U. 2050, che devono trovare la necessaria ed indispensabile allocazione nel processo costitutivo, che inizierà già il prossimo gennaio 2023. Tuttavia un aspetto mi preme sottolineare ed quello relativo alla composizione di genere negli organi sociali che si andranno a determinare. Gli organi sociali corrispondono al genere femminile con almeno il 51% e al genere maschile con il 49%. Ciò in corrisponde coerentemente con gli attuali dati Istat sulla popolazione italiana, rispettivamente 51,3% e 48,7%.
Gianni Cavinato